Hai più di 55 anni e sei senza lavoro? Ecco come ottenere subito l’assegno di inclusione

L’assegno di inclusione è una misura di sostegno economico rivolta ai nuclei familiari in difficoltà. Se hai più di 55 anni e sei senza occupazione, puoi accedervi se il tuo nucleo familiare soddisfa specifici requisiti economici e reddituali. L’importo mensile varia in base alla composizione della famiglia e alla situazione economica. Per ottenerlo, è necessario presentare domanda all’INPS con la documentazione completa entro i termini previsti.

Chi può richiedere l’assegno di inclusione

L’assegno di inclusione è destinato a nuclei familiari che includono almeno un componente in condizioni di vulnerabilità. Se hai superato i 55 anni di età, sei automaticamente incluso nelle categorie beneficiarie, a prescindere dalla situazione lavorativa. Lo stesso vale se il tuo nucleo familiare contiene altre persone in difficoltà, come minori, anziani oltre i 60 anni, o soggetti con disabilità riconosciuta.

Residenza e cittadinanza richieste

Un elemento fondamentale riguarda la residenza in Italia da almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo. Questo requisito si applica al richiedente e si estende anche agli altri componenti del nucleo familiare. Se sei un cittadino europeo, devi essere titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente. I cittadini di paesi terzi devono possedere il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o lo status di protezione internazionale.

Limiti economici da rispettare

Soglie ISEE e reddito familiare

Il tuo nucleo familiare deve possedere un ISEE inferiore a 10.140 euro annui e un reddito familiare inferiore a 6.500 euro annui, moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza. Se il nucleo è composto esclusivamente da persone di età pari o superiore a 67 anni oppure in condizioni di disabilità grave o non autosufficienza, la soglia di reddito si innalza a 8.190 euro.

L’ISEE, noto come Indicatore della Situazione Economica Equivalente, è uno strumento cruciale per accertare il livello economico della famiglia, calcolando redditi e patrimoni.

Vincoli patrimoniali

Il patrimonio immobiliare diverso dalla casa principale non deve superare i 30.000 euro. La casa di abitazione è esclusa da questo calcolo fino a un valore IMU massimo di 150.000 euro. Il patrimonio mobiliare non deve superare i 6.000 euro, anche se questa soglia aumenta di 2.000 euro per ogni componente del nucleo in condizioni di non autosufficienza o disabilità.

Non devi possedere autoveicoli con cilindrata superiore a 1.600 cc. o motoveicoli sopra 250 cc. immatricolati negli ultimi tre anni, né navi, imbarcazioni da diporto o aeromobili.

Documenti necessari per la domanda

Per richiedere l’assegno di inclusione, devi preparare con precisione la documentazione richiesta. L’attestazione ISEE in corso di validità è obbligatoria; se nel nucleo sono presenti persone disabili, serve anche il verbale di disabilità rilasciato dagli enti competenti.

Se hai avviato un’attività in proprio dopo il 1° gennaio 2022, devi fornire la data di avvio. Se ti trovi in condizione di svantaggio certificato dai servizi socio-sanitari territoriali, occorre il modello situazione di svantaggio. Nel caso di tutela legale o amministratore di sostegno, serve l’atto di nomina con documento d’identità e tessera sanitaria del tutore.

Come presentare la domanda

La richiesta va inoltrata esclusivamente all’INPS, tramite il portale telematico dedicato o rivolgendosi ai patronati e agli enti autorizzati. È necessario aderire a un percorso personalizzato di attivazione e inclusione sociale e lavorativa proposto dai servizi per l’impiego territoriali.

Durata e rinnovo del beneficio

L’assegno viene erogato per un periodo continuativo non superiore a un anno e mezzo. Al termine, puoi richiedere il rinnovo dopo una sospensione di un mese, per periodi successivi di dodici mesi.

Situazioni di esclusione da considerare

Non puoi accedere al beneficio se sei stato sottoposto a misure cautelari personali o di prevenzione, se risiedi presso strutture completamente a carico pubblico, o se hai rassegnato le dimissioni volontarie dai dodici mesi precedenti la domanda (salvo giusta causa o risoluzioni consensuali).

La strada verso l’assegno di inclusione richiede verifiche attente e documentazione completa, ma rappresenta un’opportunità concreta di sostegno economico e reinserimento lavorativo per chi si trova in difficoltà a sessanta anni o oltre.

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