Capita più spesso di quanto pensi: apri un vecchio cassetto, rovesci un salvadanaio dimenticato e, tra bottoni e chiavi senza serratura, spuntano le monete da 5 lire con delfino. E lì scatta la domanda, quella che rende tutto più elettrico: “E se questa fosse la variante giusta, quella che vale un tesoro?”. La risposta è sì, può succedere, ma solo se sai dove guardare davvero.
Perché proprio il “Delfino” fa battere il cuore
Le 5 lire “Delfino” sono un piccolo pezzo di quotidianità italiana: coniate dal 1951 al 2001 in lega italma (alluminio-bronzo), hanno diametro di circa 23 mm, peso di 5 g e contorno liscio.
Io le riconosco sempre al primo colpo, perché:
- sul rovescio c’è il delfino stilizzato con la scritta “5 LIRE”
- sul dritto c’è il busto della Repubblica con “REPVBBLICA ITALIANA”
Eppure la cosa sorprendente è che, a parità di disegno, il valore può cambiare in modo drammatico.
La verità scomoda: la maggior parte non vale quasi nulla
Qui è meglio essere chiari, senza togliere magia alla caccia: il 90% delle 5 lire “Delfino” che circolano (soprattutto tra anni 1960 e 1990) vale poco.
In condizioni normali, parliamo spesso di:
- 1-5 euro per esemplari comuni
- fino a circa 10 euro se sono in Fior di Conio (FDC), quindi praticamente perfette, senza graffi evidenti, colpi sul bordo o usura dei rilievi
La parola chiave, quella che fa davvero la differenza, è conservazione.
Gli anni che possono trasformare una monetina in “tesoro”
Quando si parla di valore alto, non è questione di fortuna generica. Conta una combinazione precisa: anno, tiratura, rarità e, in certi casi, varianti.
Ecco una mappa semplice, da tenere a mente mentre le osservi sotto una luce decente (e magari con una lente).
| Anno | Perché è speciale | Valore indicativo (se ben conservata) |
|---|---|---|
| 1956 | Tiratura molto bassa, rarità R2 | fino a 200-3.500 euro in FDC |
| 1954 (variante) | Firma distante dal bordo (variante ricercata) | può superare 700 euro se eccezionale |
| 1953-1954 (standard) | Tirature alte, interessanti solo in alta conservazione | circa 3-10 euro in FDC |
| 1955 | Molto comune | pochi euro |
Se ti stai chiedendo “Qual è quella che devo sperare di avere?”, la risposta più netta è: 1956, e subito dopo la 1954 variante.
La variante che devi controllare subito: la “firma distante”
La storia della 1954 con firma distante dal bordo è uno di quei dettagli che, quando li scopri, ti fanno venire voglia di ricontrollare tutto da capo. A occhio nudo può sembrare una 5 lire come le altre, ma un particolare dell’incisione cambia la partita.
Cosa fare, in pratica:
- prendi la moneta e individua la firma dell’autore (in basso sul lato del dritto)
- confronta la distanza tra la firma e il bordo della moneta
- se noti che la firma è più staccata, potresti essere davanti alla variante interessante
Non è un test scientifico da cucina, lo so, però è il primo filtro utile prima di perdere ore.
“FDC” non è un dettaglio, è metà del valore
Qui mi sono fatto un’idea molto chiara: la conservazione non è un tecnicismo da esperti, è il vero spartiacque. Una moneta rara ma molto usurata può valere molto meno di quanto immagini.
Controlla soprattutto:
- rilievi netti (delfino e scritte ben “alti”)
- assenza di graffi profondi
- niente colpi sul bordo
- colore e superficie non “mangiati” da pulizie aggressive
Se ti interessa davvero capirne di più, entra nel mondo della numismatica: cambia completamente il modo in cui guardi queste piccole cose.
Come verificare senza farti illusioni (o fregare)
Se pensi di avere una 1956 o una variante, il passo più sensato è questo:
- confronta la moneta con cataloghi numismatici aggiornati
- evita pulizie “fai da te” (possono abbassare il valore)
- valuta una perizia o un parere professionale, soprattutto se lo stato sembra FDC
- fai attenzione a diciture speciali come “PROVA”, che, quando autentiche, possono raggiungere cifre molto alte
Alla fine, il punto è semplice e bellissimo: le 5 lire col delfino non sono tutte un tesoro, ma alcune sì, e riconoscerle è come imparare a leggere una storia scritta nel metallo. Se trovi un 1956 ben conservato, o una 1954 con la firma “giusta”, non hai solo una monetina, hai un pezzo raro che può valere parecchio.




