Se in questi giorni hai letto “Pensioni minime 2026” e ti sei chiesto quale sia davvero la cifra reale dell’aumento confermato dal governo, non sei il solo. Succede sempre così, appena si parla di pensioni: rimbalza un numero, poi un altro, e nel giro di poche ore sembra che nessuno sappia più cosa aspettarsi sul cedolino di gennaio. La verità, però, è più semplice di quanto sembri, basta separare l’aumento base dalle maggiorazioni extra.
La cifra “ufficiale” di riferimento: 611,85 euro
Il punto di partenza è la rivalutazione provvisoria legata all’inflazione. Dal 1° gennaio 2026 scatta un adeguamento dell’1,4% (indicazione comunicata dall’INPS), che porta il trattamento minimo da 603,40 euro del 2025 a circa 611,85 euro mensili.
In pratica:
- Aumento mensile lordo: circa 8 euro
- Aumento annuo lordo: circa 96 euro
Questa è la cifra che torna più spesso perché è il valore di riferimento utile anche per soglie e calcoli, ed è quella che molti chiamano, non a torto, la “pensione minima 2026” in senso stretto.
Perché alcuni parlano di 619,80 euro (e non stanno inventando)
Qui entra in gioco il dettaglio che crea confusione: esiste anche una rivalutazione “rafforzata” per i trattamenti inferiori al minimo, cioè per chi prende meno e viene accompagnato verso quel livello con integrazioni e meccanismi specifici.
Con un incremento aggiuntivo dell’1,3%, l’importo può arrivare a circa 619,80 euro mensili. Il salto, rispetto ai 616,67 euro del 2025 in quella casistica, è di circa 3 euro.
Quindi no, non è una contraddizione: sono due scenari diversi.
La differenza vera: aumento base vs. maggiorazioni
Per capirlo al volo, pensa a due “strati”:
- Perequazione ordinaria (inflazione): porta il minimo a 611,85 euro
- Rivalutazione straordinaria per alcune pensioni più basse: può portare a 619,80 euro
E poi ci sono le integrazioni vere e proprie per redditi bassi, che sono ancora un altro capitolo.
Integrazione al minimo: quando l’assegno può avvicinarsi a 770 euro
Qui arriviamo alla parte che spesso fa dire, “ma allora si prende molto di più”. In alcuni casi sì, ma non perché la pensione minima “diventa” 770 euro per tutti. Ci arriva chi ha requisiti reddituali specifici e rientra nelle integrazioni.
Per i redditi più bassi può scattare un’integrazione che, complessivamente, può arrivare fino a 156,44 euro al mese (inclusi 20 euro extra previsti dalla manovra 2026). In situazioni compatibili, l’assegno effettivo può quindi avvicinarsi a 770 euro mensili.
Conta soprattutto il reddito personale (e in alcuni casi quello coniugale). I limiti indicati sono:
- 9.721,92 euro annui per single
- 16.724,89 euro annui per coniugi
Dal 2026 è previsto anche un ritocco verso l’alto di circa 260 euro annui sulle soglie.
Come funziona la perequazione per fasce (e perché interessa anche chi non è al minimo)
La rivalutazione non è identica per tutti: entra in gioco un meccanismo di perequazione per scaglioni.
- 100% dell’1,4% fino a 4 volte il minimo (fino a 2.413,60 euro lordi)
- 90% tra 4 e 5 volte il minimo (tra 2.413,61 e 3.017,00 euro)
- 75% oltre 3.017,01 euro
È un dettaglio tecnico, ma spiega perché chi ha assegni più alti vede crescite più “smorzate”.
Quanto resta davvero in tasca: l’aumento netto
Quando si parla di cifre reali, la domanda finale è sempre la stessa: “Ok, ma al netto?”. Per la pensione minima, l’incremento può tradursi in circa 7-10 euro netti al mese, a seconda della situazione fiscale.
Chi invece rientra in integrazioni e maggiorazioni può percepire aumenti più sensibili, anche nell’ordine di decine di euro mensili complessivi, ma solo se i requisiti reddituali sono rispettati.
La conclusione che chiarisce tutto
La cifra reale “confermata” come base è 611,85 euro. Se però la tua pensione è inferiore al minimo, potresti vedere importi attorno a 619,80 euro grazie alla rivalutazione extra, e in presenza di redditi molto bassi le integrazioni possono spingere l’assegno ben oltre, fino a sfiorare 770 euro in casi specifici. In altre parole, il numero giusto dipende da dove ti trovi nella scala, e da quali condizioni ti accompagnano davvero fino al minimo.




