Se hai dei buoni postali e ogni anno fai l’ISEE con quella sensazione di camminare su un pavimento che scricchiola, capisco benissimo il dubbio: “Mi faranno salire l’indicatore? Perderò un bonus?”. La novità è che dal 2025 la storia cambia davvero, e non in modo marginale. Ma attenzione, non succede da sola: devi sapere dove mettere le mani.
La svolta 2025: cosa viene escluso (e perché conta)
Dal 2025, buoni fruttiferi postali, libretti di risparmio postale e titoli di Stato (BTP, BOT, CTZ, CCT) possono essere esclusi dal calcolo dell’ISEE fino a 50.000 euro per nucleo familiare. Tradotto in pratica: una fetta di patrimonio “sicuro” smette di pesare sull’indicatore, e il risultato può essere un ISEE più basso.
Questo può fare la differenza soprattutto quando sei vicino a una soglia, quella linea sottile che separa un’agevolazione piena da una ridotta.
Il nuovo Regolamento ISEE 2025: date e norme da ricordare
La misura è prevista dal DPCM n. 13 del 14 gennaio 2025, entrato in vigore il 5 marzo 2025 dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 19 febbraio. È diventata operativa dal 3 aprile 2025, grazie al Decreto direttoriale n. 75 del Ministero del Lavoro, che ha sbloccato i modelli DSU aggiornati.
Per orientarti, ecco la mini-linea del tempo:
- 14 gennaio 2025: emanazione DPCM n. 13
- 19 febbraio 2025: pubblicazione in Gazzetta Ufficiale
- 5 marzo 2025: entrata in vigore
- 3 aprile 2025: modelli DSU aggiornati e misura operativa
La parola chiave qui è una: operativa. Prima, anche volendo, non si poteva fare correttamente con i vecchi modelli.
Non è automatica: la cosa che molti rischiano di perdere
Ecco il punto che crea più confusione: l’esclusione non è automatica. Se hai già presentato la DSU nel 2025, quella dichiarazione resta valida fino a scadenza, ma non “si aggiorna da sola” con la nuova regola.
Se vuoi beneficiare dell’esclusione, devi presentare una nuova DSU usando il modello aggiornato e indicando i valori da escludere (nei limiti previsti). È un passaggio pratico, un po’ burocratico, ma spesso conveniente.
Su quali anni si calcola e quanto vale il limite
L’ISEE 2025, come sempre, fotografa redditi e patrimonio di due anni prima, quindi l’anno di riferimento è il 2023. L’esclusione vale fino a 50.000 euro complessivi per nucleo, non per singola persona.
Questa soglia comprende:
- buoni fruttiferi postali,
- libretti postali,
- titoli di Stato come BTP, BOT, CTZ, CCT,
- anche eventuali buoni “trasferiti allo Stato” (se rientrano nelle casistiche previste).
Un promemoria utile: se hai 60.000 euro in questi strumenti, l’ISEE ne considererà comunque 10.000 (perché solo 50.000 sono esclusi).
Come richiedere il nuovo ISEE: la via più semplice
Dal 3 aprile 2025 puoi presentare la nuova DSU tramite:
- portale INPS,
- CAF,
- patronati.
Se vuoi ridurre errori e stress, la regola è: porta tutta la documentazione sul patrimonio 2023 e fai verificare bene le voci. L’ISEE è una fotografia dettagliata, e basta una casella compilata male per vanificare il vantaggio.
Cosa puoi ottenere con un ISEE più basso (effetti pratici)
Un ISEE ridotto può incidere su molte prestazioni. Le più comuni, dove si vede subito l’effetto, sono:
- assegno unico (importi modulati per fasce),
- bonus bollette,
- bonus nido,
- agevolazioni universitarie (tasse, borse di studio),
- esenzioni o riduzioni in ambito sanitario.
Secondo le stime citate nelle informazioni di contesto, la platea potenzialmente interessata è ampia, parliamo di circa 2 milioni di famiglie su quelle che hanno già presentato DSU nel 2025.
Limiti, ritardi possibili e un consiglio concreto
In una fase di aggiornamento, può capitare che alcuni enti impieghino tempo ad allineare procedure e soglie. Per questo conviene controllare gli aggiornamenti sul sito INPS e, se hai scadenze universitarie o richieste di bonus imminenti, muoversi con un minimo di anticipo.
Il consiglio più concreto che posso darti è semplice: se possiedi questi strumenti e sei vicino a soglie di accesso, vale la pena simulare o rifare l’ISEE. Non per “fare il furbo”, ma per ottenere un calcolo più coerente con la nuova impostazione, che considera diversamente forme di risparmio tradizionali come i BTP. In questo 2025, la differenza tra lasciare tutto com’è e aggiornare la DSU potrebbe essere, letteralmente, un bonus in più.




