20 lire 1970: non venderla prima di sapere questo dettaglio fondamentale

Se hai una 20 lire 1970 nel cassetto, magari arrivata da un salvadanaio di famiglia, capisco benissimo la tentazione: “La vendo subito, tanto sarà una moneta qualunque”. E invece no, almeno non prima di controllare un dettaglio minuscolo che, in certi casi, cambia tutto. Quel dettaglio è così piccolo che spesso lo si nota solo quando la moneta è già finita in un lotto “misto”.

La 20 lire 1970 “Ramo di Quercia”, com’è fatta davvero

Questa moneta appartiene a una serie che molti ricordano per la sua semplicità e per il colore caldo del metallo. La versione comune è quella con segno di zecca R (Roma), e la sua tiratura è stata enorme, 31.500.000 esemplari, quindi non sorprende che sia ancora facile da trovare.

Dettagli tecnici (versione standard)

  • Materiale: bronzo (circa 99%)
  • Diametro: 21,3 mm
  • Peso: 3,6 g
  • Contorno: liscio
  • Asse: alla francese

Cosa guardare su dritto e verso

  • Dritto: un ramo di quercia con 4 foglie e una ghianda, a sinistra “L·20” e sotto il segno di zecca, a destra “1970”.
  • Verso: testa di donna con spighe, scritta “REPUBBLICA·ITALIANA”, e in basso le firme “ROMAGNOLI” e “GIAMPAOLI INC.”.

Fin qui tutto normale. Ed è proprio questa normalità che confonde: la moneta standard, anche in alta conservazione, vale poco.

Il valore della versione “R”, quanto vale davvero

Qui è meglio essere sinceri: nella maggior parte dei casi, la 20 lire 1970 con R ha un valore bassissimo, spesso intorno a 0,30 € se in alta conservazione, e comunque dipende da quanto è vicina a una moneta “mai circolata”.

In pratica:

  • se è molto consumata, graffiata, con dettagli piatti, spesso vale poco più di un ricordo
  • se è in qFDC o FDC, può avere un piccolo interesse collezionistico, ma resta una moneta comune

Ed ecco perché molte persone la “svendono” senza pensarci. Il punto è che esiste una variante che cambia le regole del gioco.

Il dettaglio fondamentale: la misteriosa lettera “P”

La variante rara della 20 lire 1970 è quella con segno di zecca “P” al posto della classica R. Non parliamo di una differenza estetica qualsiasi, è un indizio che rimanda a un pezzo anomalo, spesso descritto come errore di conio o prova non destinata alla normale circolazione.

Dove si trova esattamente il segno

Sul dritto, guarda sotto “L·20”, in quella zona piccola ma decisiva:

  • nella versione comune trovi R
  • nella variante rara trovi P

Se hai presente quelle ricerche fatte con una lente in mano e la luce di lato, ecco, è proprio quel tipo di momento.

Confronto rapido: R contro P

CaratteristicaVersione comuneVariante rara
Segno di zeccaRP
Tiratura31.500.000molto limitata (non dichiarata, ma classificata rara)
Valore indicativocirca 0,30 € in alta conservazionecirca 22 a 63 € in FDC periziata

Quelle cifre non sono fantasia: circolano quotazioni e vendite coerenti con questa forbice, soprattutto quando la moneta è autenticata, ben conservata e presentata correttamente.

Come controllare senza rovinare la moneta

Se vuoi fare la verifica in modo “pulito”, ti lascio una mini routine che uso anch’io quando mi capita di controllare monete simili.

  1. Non pulire la moneta: niente prodotti, niente abrasivi, nemmeno “solo un po’ di lucido”. La pulizia spesso abbassa il valore.
  2. Usa una lente 10x e una luce laterale, anche una lampada da scrivania va bene.
  3. Controlla il segno sotto “L·20” e confronta la forma della lettera.
  4. Se vedi una P, fermati qui, mettila in una bustina neutra e passa allo step successivo.

Se trovi la “P”, cosa fare (davvero)

La cosa più sensata è rivolgersi a un perito numismatico, perché proprio sulle varianti “succose” circolano imitazioni e modifiche. Una perizia con sigillo, se la moneta è in FDC, è spesso ciò che trasforma un sospetto in un valore reale e vendibile.

E qui entra in gioco la numismatica: non è solo collezionare, è imparare a leggere dettagli minuscoli che cambiano la storia di un oggetto.

Il punto finale: non venderla finché non hai controllato

La risposta alla domanda implicita è semplice e concreta: la 20 lire 1970 “Ramo di Quercia” è quasi sempre comune, ma se al posto della R trovi una P, potresti avere tra le dita una variante rara che vale decine di euro, soprattutto in conservazione eccellente e con autenticazione. Prima di cederla in blocco o a pochi spicci, vale la pena dedicare due minuti a quel dettaglio fondamentale.

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