Ti è mai capitato di rovistare in un cassetto, trovare un oggetto dimenticato e pensare, per un secondo, “E se fosse una fortuna”? Con i vecchi gettoni telefonici succede spesso, soprattutto quando online spunta la promessa del “gettone da 28 mila euro”. Solo che, andando a guardare bene, quella cifra non regge quasi mai.
La verità dietro i “28 mila euro”
Mettiamola in modo semplice: nessun gettone telefonico italiano ha un valore realisticamente stabile e documentato di 28.000 euro. Quella cifra appare spesso in articoli sensazionalistici senza un modello preciso, senza foto verificabili e soprattutto senza riferimenti chiari a vendite d’asta tracciabili.
Questo non significa che i gettoni non valgano nulla. Significa che, nella vita reale del collezionismo, i prezzi “seri” per i pezzi migliori si muovono in un altro ordine di grandezza: decine, centinaia, raramente qualcosa in più quando si incrociano rarità assolute e condizioni perfette.
Perché alcuni gettoni valgono davvero
Il valore nasce dall’incontro di tre cose, e quando manca anche solo una, il prezzo scende:
- Rarità (tiratura bassa, varianti, errori di conio).
- Stato di conservazione (niente graffi, rilievi netti, bordo integro).
- Autenticità e provenienza (vendita in canali credibili, perizia se serve).
Nel mondo della numismatica vale una regola che mi ripeto sempre: l’oggetto “esiste” davvero solo quando è riconoscibile, confrontabile e vendibile in modo trasparente.
I gettoni più ricercati (e quanto possono valere)
Ecco gli esemplari che ricorrono più spesso tra i collezionisti, con valori realistici legati a rarità e condizioni. Prendili come una bussola, non come un listino fisso.
| Tipo o sigla | Periodo indicativo | Range realistico (circa) |
|---|---|---|
| TETI argenteo zigrinato | anni 30 | 30 a 200 euro |
| Stipel (con cornetta, anno fascista) | anni 20 | 50 a 250 euro (alcune varianti fino a 320) |
| SET Napoli (stella, variante con punto) | anni 30 | 30 a 280 euro |
| Telve (scalanatura laterale) | 1932 | fino a 280 euro |
| TIMO | 1928 | oltre 85 euro |
| Prime edizioni rotonde in zinco bronzato | prime serie | 300 a 500 euro (di più solo se perfette) |
| Codici più comuni (7607, 7704, 7110) | anni 70 e 80 | 10 a 100 euro |
| Codice 7804 (Telecom Italia) | anni 90 | molto cercato, valore variabile (conta la condizione) |
Nota importante: quando leggi “record a 28.000 euro” su un presunto gettone da 100 lire, chiediti sempre: quale asta, quale lotto, quale foto, quale certificazione? Senza questi elementi, è solo un numero buttato lì per fare rumore.
Come capire in 5 minuti se hai qualcosa di interessante
Se hai un pugno di gettoni in mano, fai questo mini controllo, è sorprendentemente efficace:
- Leggi bene sigle e scritte: TETI, Stipel, SET, TIMO, Telecom Italia, oppure codici numerici (tipo 7804).
- Osserva il bordo: zigrinature, scanalature laterali, dettagli insoliti possono indicare varianti.
- Valuta l’usura: se i rilievi sono “piatti”, il valore scende molto.
- Cerca difetti strani: un punto in più, lettere fuori posto, piccoli errori di conio possono aumentare l’interesse.
- Verifica se hai confezione originale: bustine, cartoncini, lotti mai usati spesso alzano il prezzo anche del 50% o più.
Dove farli valutare (senza illusioni)
Se vuoi un prezzo credibile, punta su canali dove la domanda è reale:
- Numismatici o negozi di collezionismo (per una prima scrematura).
- Aste online come Catawiki o marketplace come eBay, guardando però le vendite concluse, non i prezzi “sparati”.
- Gruppi e forum di collezionisti, utili per riconoscere varianti e falsi.
Quindi, che “gettone da 28 mila euro” è?
La risposta più onesta è questa: probabilmente non esiste come caso ripetibile e verificabile. Ma esistono gettoni che, se rari e in condizioni impeccabili, possono trasformare un oggetto dimenticato in una bella sorpresa da 200, 300, 500 euro, e a volte anche qualcosa in più.
E in fondo è proprio questo il bello: apri un cassetto per caso, ti aspetti polvere, trovi una piccola storia di metallo, e magari anche un valore che non avevi visto arrivare.




