Quanto guadagna davvero un medico di base? Le cifre reali che ti sorprenderanno

La domanda “quanto guadagna davvero” un medico di base sembra semplice, finché non provi a fare i conti come farebbe lui, con un foglio pieno di numeri, pazienti, indennità e spese che arrivano puntuali ogni mese. E lì, sì, le cifre possono sorprenderti, ma non sempre nel modo che immagini.

Il punto di partenza: un lordo che può cambiare faccia

In Italia, un medico di medicina generale può stare, in media, tra 64.000 e 120.000 euro lordi annui. La forchetta è ampia perché non esiste “lo stipendio” uguale per tutti, il cuore del sistema è la quota capitaria, cioè un compenso legato al numero di assistiti (pazienti in carico).

La differenza tra un medico agli inizi e uno con un massimale pieno non è solo una questione di esperienza, è proprio un cambio di categoria di vita quotidiana: ambulatorio piccolo e agenda che si riempie lentamente, oppure giornate fitte e responsabilità costante.

La regola che conta: quanti assistiti hai

Il meccanismo, semplificando, funziona così:

  • sui primi 500 assistiti la quota è più alta (circa 70 euro lordi l’anno a paziente, con alcune formule dedicate ai nuovi incarichi)
  • oltre i 500, la quota per paziente tende a ridursi (circa 35-42 euro lordi l’anno a paziente)

Ecco una fotografia concreta (approssimativa, perché indennità e anzianità cambiano molto):

Numero assistitiGuadagno lordo annuo indicativo
500 (giovane)27.500-34.000 €
1.00052.500-70.000 €
1.500 (massimo)100.000-160.000 € (con bonus)

Questa tabella è il motivo per cui senti racconti diversissimi: chi vede solo il primo scaglione pensa a un lavoro “normale”, chi guarda il massimale pensa a cifre da professionista affermato.

Le indennità che spostano l’ago della bilancia

Poi arrivano quei “pezzi” che non fanno notizia, ma fanno differenza:

  • assistiti over 75, circa +2,6 euro al mese per paziente
  • zone disagiate, extra annui che possono arrivare a 7.000-15.000 euro
  • incrementi legati ai rinnovi recenti (con effetti 2025), nell’ordine di 200-300 euro lordi al mese in molti casi

Sono voci che, sommate, possono trasformare un lordo “buono” in un lordo davvero alto, soprattutto quando la lista pazienti è già vicina al massimo.

Dal lordo al netto: la parte che quasi nessuno racconta bene

Qui succede la magia al contrario. Perché il lordo impressiona, ma il netto è un’altra storia: tra imposte, contributi e gestione dello studio, il numero si assottiglia.

Un medico di base, di fatto, è anche un piccolo imprenditore di se stesso. Deve sostenere spese di studio (affitto, personale di segreteria, software, assicurazione, utenze, strumenti), oltre ai contributi alla propria cassa (per esempio ENPAM).

Risultato pratico, molto spesso:

  • un neofita può ritrovarsi con 2.500-3.000 euro netti al mese
  • un medico con molti assistiti e indennità può arrivare a 6.000 euro netti al mese o più

Come media realistica, molti calcoli portano a un netto annuo attorno a 40.000-50.000 euro, soprattutto quando lo studio è ben avviato ma non “al massimo” e le spese sono significative.

Perché le fonti non dicono tutte la stessa cifra

Se ti è capitato di leggere numeri molto diversi, non è (solo) confusione: spesso si confrontano cose diverse.

  1. Alcune stime includono solo la quota base.
  2. Altre aggiungono bonus, indennità, pazienti anziani, zone particolari.
  3. Altre ancora fanno una media nazionale, mescolando chi ha 600 assistiti con chi ne ha 1.500.

Ecco perché “guadagna 52.500 euro” e “arriva a 120.000” possono essere entrambe affermazioni plausibili, dipende da cosa stai contando.

Un confronto rapido con l’ospedale (per orientarsi)

Per avere un riferimento, un medico ospedaliero neoassunto si aggira spesso intorno ai 60.000 euro lordi annui, mentre profili apicali possono arrivare verso i 110.000. La differenza è che in ospedale il perimetro di spese personali è diverso, mentre il medico di base deve far tornare i conti del proprio ambulatorio.

Alla fine, quindi, lo “stipendio sorprendente” esiste, ma ha una condizione precisa: tanti assistiti, indennità favorevoli, organizzazione efficiente dello studio. Senza questi ingredienti, il guadagno resta buono, però molto più vicino a un solido reddito da libero professionista che a un mito da raccontare al bar.

MegaNotizie

MegaNotizie

Articoli: 329

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *