C’è qualcosa di magnetico nella serie Imperiale 1930: la vedi in un album, sembra “solo” un volto noto, Vittorio Emanuele III, e poi scopri che alcuni valori, se nel posto giusto e nello stato giusto, possono arrivare a cifre impressionanti. È una di quelle storie da collezionismo che ti prende perché somiglia a un’indagine, fatta di dettagli minuscoli e di documenti che hanno davvero viaggiato.
Perché questa serie non smette di far parlare di sé
Emessa tra il 1929 e il 1930 (con tirature e riemissioni che arrivano fino al 1942), la serie Imperiale è lunga, diffusa e apparentemente “facile”. Ed è proprio qui il trucco: la longevità ha generato usi postali diversissimi, tariffe cambiate nel tempo, e una miriade di combinazioni su buste, cartoline, moduli e affrancature miste.
In filatelia questo significa una cosa sola: il valore non dipende solo dal francobollo, ma da come si presenta e da come è stato usato.
La composizione, tra comuni e ambiti “da caccia”
La serie comprende 22 valori base. La fascia bassa è quella che molti incontrano per prima, spesso usata e senza particolari sorprese, a meno che non sia perfetta o su documento davvero interessante:
- 2c arancio
- 5c bruno
- 7,5c violetto scuro
- 10c bruno
- 15c verde grigio
- 20c carminio
- 25c verde
- 30c bruno
- 35c azzurro
Poi ci sono gli alti valori, quelli che accendono gli occhi ai collezionisti quando sono ben centrati, con gomma integra (se nuovi) o, soprattutto, su busta con tariffa corretta:
- 10L
- 20L
- 25L
- 50L
E infine i “pezzi speciali”, quelli che trasformano un normale foglio d’album in un capitolo raro:
- 3,70L, emesso a fine novembre 1930 per una tassa specifica, considerato rarissimo
- 1,75L, distribuzione limitata in poche province, tiratura in parte distrutta, quindi reperibilità bassa
- 2,55L
- 50c + 10c, noto perché legato a una stampa innovativa, e spesso cercato in qualità alta
Quali valori arrivano davvero a quotazioni alte (e perché)
La regola è semplice, ma non banale: più un francobollo è raro “in senso postale”, più è difficile trovarlo in condizioni ideali.
Ecco i casi che, più spesso, portano a prezzi importanti:
Il 3,70L
La sua fama nasce dall’uso specifico e dalla disponibilità ridotta. Trovarlo nuovo è già difficile, ma su documento autentico e coerente con la tariffa, diventa un pezzo che può far salire parecchio l’asticella.L’1,75L
Qui la storia pesa: distribuzione limitata e grandi quantità distrutte. Il risultato è che l’incontro tra bellezza (centratura, freschezza) e reperibilità è raro.Gli alti valori da 10L a 50L
Non sono “impossibili”, ma sono spesso falsati da due fattori: uso non comune su corrispondenza ordinaria e qualità variabile. Una lettera vera, con tariffa sensata, può valere molto più del singolo esemplare sciolto.Il 2c arancio
Di per sé sembra modesto, ma il suo impiego, ad esempio per corrispondenze agevolate (come quelle per ciechi), può renderlo sorprendente quando appare su supporti postali genuini e ben conservati.
La differenza la fa il “come”, non solo il “cosa”
Molti si stupiscono quando vedono oscillazioni ampie: una busta con Imperiale può essere comune, oppure molto ricercata. Dipende da:
- Condizioni: gomma integra, dentellatura completa, niente pieghe o assottigliamenti
- Centratura: nei valori più richiesti può incidere tantissimo
- Annulli: leggibili, coerenti, non “sospetti”
- Documento postale: tariffa credibile, percorso plausibile, destinatario e data sensati
- Affrancature miste: combinazioni con altre serie possono essere “colorate” e piacevoli, ma diventano davvero costose quando risultano inedite o legate a tariffe particolari
Una mappa rapida dei pezzi più ambiti
| Valore | Cosa lo rende interessante | Dove può “esplodere” di prezzo |
|---|---|---|
| 3,70L | uso specifico, reperibilità bassa | su documento autentico e raro |
| 1,75L | distribuzione limitata, distruzioni | nuovo perfetto o su lettera corretta |
| 10L, 20L, 25L, 50L | alti valori, uso postale non comune | lettere genuine, tariffe alte coerenti |
| 50c + 10c | tipologia ricercata, qualità spesso decisiva | esemplari perfetti, varietà, documenti |
Come orientarsi senza farsi prendere dall’ansia da “tesoro”
Se vuoi capire se hai in mano qualcosa di davvero importante, il percorso più efficace è questo:
- confrontare cataloghi aggiornati e risultati d’asta specializzate
- far verificare i pezzi migliori, soprattutto quelli “troppo belli per essere veri”
- dare priorità ai documenti postali interi, perché raccontano la storia e spesso moltiplicano il valore
Alla fine, la risposta al mistero è chiara: nella serie Imperiale non vincono solo i numeri di facciale, vincono la rarità d’uso, la qualità impeccabile e la capacità di un piccolo rettangolo di carta di dimostrare, senza dubbi, che quella storia postale è autentica. E quando i tre elementi coincidono, sì, le cifre diventano davvero impressionanti.




