Ti arriva un SMS che sembra perfetto, tono istituzionale, firma rassicurante, e quella frase che fa scattare l’ansia: “verifica la tua identità o il tuo account verrà sospeso”. È così che nasce l’allerta per una nuova truffa su carta prepagata, un messaggio che, se seguito, può davvero “svuotare il conto” in pochi minuti, senza rumore e senza seconde possibilità.
Il messaggio “urgente” che ti mette fretta
Il copione è quasi sempre lo stesso, proprio perché funziona sulla nostra reazione più umana: la paura di perdere l’accesso al denaro.
Di solito l’SMS recita qualcosa come:
- “Verifica la tua identità, altrimenti il tuo account verrà sospeso, distinti saluti”
- oppure “Carta bloccata per attività sospette, sblocca ora”
- in alcune varianti “Rimborso disponibile di 500€”, con invito a “confermare i dati”
Alla fine compare un link. Ed è lì che succede tutto.
Come funziona davvero (e perché sembra autentico)
Il trucco non è “magico”, è tecnico e psicologico insieme. Il link porta a un sito clonato, graficamente simile a quello di un istituto o di un servizio di pagamento, dove ti viene chiesto di inserire:
- numero carta
- scadenza e CVV
- PIN (che non dovrebbe mai essere richiesto online)
- credenziali di accesso
- OTP (il codice temporaneo che arriva via app o SMS)
Se inserisci questi dati, non stai “verificando” nulla, stai consegnando le chiavi. È una forma classica di phishing, e la parte più inquietante è che spesso l’SMS arriva da un mittente che sembra credibile.
Spoofing: quando il numero “mascherato” ti inganna
Molti truffatori usano lo spoofing, cioè la capacità di camuffare il mittente per far apparire il messaggio come parte di una conversazione già esistente o proveniente da un canale ufficiale. Risultato: tu lo vedi accanto ad altri SMS legittimi e il cervello abbassa le difese.
Quanto è diffusa questa truffa (e perché colpisce le prepagate)
Non è un fenomeno di nicchia. Secondo i dati citati da enti e report di sicurezza, le frodi digitali legate a finti blocchi carta sono tra le più comuni in Italia, con oltre 28.000 segnalazioni in un anno alla Polizia Postale per questo specifico schema.
Nel 2025, le carte di pagamento pesano per oltre il 70% delle frodi (con centinaia di migliaia di casi), e anche le prepagate restano nel mirino, nonostante un calo degli importi sottratti. Il motivo è semplice: sono diffuse, rapide, e spesso dedicate agli acquisti online, quindi perfette per essere colpite con messaggi “di servizio”.
E sì, colpisce anche chi è attento, magari in vacanza o di corsa, quando si controlla il telefono distrattamente.
La regola d’oro: nessuno ti chiede PIN o OTP così
Se ti porti a casa solo una cosa, falla diventare un riflesso: PIN e OTP non si condividono mai, nemmeno “per sbloccare”, nemmeno “per verificare”.
Ecco i segnali tipici da riconoscere al volo:
- urgenza (conto sospeso, carta bloccata, 24 ore)
- richiesta di inserire dati completi della carta
- link con domini strani o leggermente “storti” (tipo lettere sostituite da numeri)
- tono troppo generico, senza riferimenti verificabili
Come difendersi, passo dopo passo
- Non cliccare sul link, anche solo “per controllare”.
- Apri l’app o il sito digitandolo tu, da canali ufficiali.
- Se hai dubbi, contatta l’assistenza tramite i riferimenti pubblicati sul sito ufficiale, non quelli contenuti nel messaggio.
- Attiva notifiche push e avvisi per ogni transazione, così vedi subito movimenti anomali.
- Usa una prepagata dedicata agli acquisti online, con saldo limitato, e controlla spesso saldo e movimenti.
Se hai già cliccato (cosa fare subito)
Qui conta la rapidità:
- blocca immediatamente carta o account tramite app o assistenza
- cambia le password, partendo dall’email collegata
- segnala alla Polizia Postale e conserva screenshot, SMS e link
- verifica movimenti e, se necessario, disconosci le operazioni secondo le procedure previste
Un ultimo dettaglio che cambia lo scenario dei bonifici
Dal 2025, si rafforzano anche i controlli sui bonifici, con verifiche più rapide tra nome e IBAN. È un passo importante perché molte truffe “contrattuali” si consumano quando il denaro arriva su un conto indicato dal truffatore, e recuperarlo dopo è spesso complicato.
La buona notizia è che, con un po’ di allenamento, questi SMS iniziano a “puzzare” da lontano. La cattiva è che basta un click nel momento sbagliato. Quindi, quando leggi “verifica la tua identità”, fermati un secondo: quel secondo può valere tutto il tuo saldo.




