Se hai conservato il 2 euro dei giochi invernali di Torino, magari in fondo a un cassetto o in un vecchio portamonete, capisco benissimo la curiosità: “E se valesse una fortuna?”. La sorpresa, però, è spesso un’altra, il valore attuale può essere interessante, ma quasi mai “da capogiro”.
Perché questa moneta fa parlare ancora di sé
Il 2 euro commemorativo dei Giochi Invernali di Torino 2006 è uno di quei pezzi che molti ricordano con affetto. È legato a un evento visibile, televisivo, concreto, e questo crea un piccolo “mito domestico”: la moneta speciale che, prima o poi, potrebbe ripagare la pazienza di chi l’ha tenuta da parte.
Eppure la numismatica è un mondo molto pragmatico. La domanda che conta davvero non è “quanti anni ha?”, ma “in che stato si trova?” e soprattutto “quanto è raro?”.
Come riconoscerla a colpo d’occhio
Questa moneta è una commemorativa bimetallica. Ha:
- Centro in nichel placcato ottone nichelato
- Anello in cupronichel
- Peso di 8,5 grammi
Sul lato dedicato all’evento compaiono uno sciatore in discesa, la sagoma della Mole Antonelliana e la scritta “GIOCHI INVERNALI”, un insieme grafico che la rende immediatamente riconoscibile, anche a chi non colleziona monete.
Il punto che cambia tutto, non è rara
Qui arriva la parte che spesso spiazza: furono coniate 40 milioni di monete. E una tiratura così alta, per il collezionismo, significa una cosa sola, la moneta è diffusa. Questo non la rende “senza valore”, ma limita molto l’idea di un’impennata clamorosa dei prezzi.
In altre parole, il suo fascino è più storico e simbolico che basato sulla scarsità.
Quanto vale davvero oggi, le cifre realistiche
Il prezzo si muove soprattutto in base alla conservazione, cioè quanto la moneta è rimasta “come nuova”, senza graffi, colpi al bordo, usura dei rilievi o lucidature aggressive.
Ecco una sintesi chiara dei valori indicativi:
| Stato di conservazione | Valore tipico |
|---|---|
| Fior di Conio (FDC) | circa €2,62 |
| BU (Brilliant Uncirculated) | €5,50 – €8,00 |
| UNC (Uncirculated) | circa €5,50 |
| Qualità inferiore, circolata | vicino a €2,00 |
La vera “sorpresa”, per molti, è che anche una moneta tenuta bene può valere solo poco più del nominale. L’extra, quando c’è, è spesso legato al fatto che in BU o UNC la moneta appare più nitida, con campi puliti e dettagli pieni.
Cosa influisce sul prezzo, oltre ai numeri
Nella pratica, ci sono dettagli che fanno la differenza tra “vale due euro” e “può interessare a un collezionista”:
- Bordi intatti: i colpi sul bordo abbassano subito l’appeal.
- Rilievi: lo sciatore e le linee architettoniche devono restare ben definiti.
- Patina naturale: meglio una patina uniforme che una moneta “strofinata”.
- Confezione: se proviene da set ufficiali o è stata conservata in capsula, tende a spuntare di più.
E poi c’è un elemento più sottile: il mercato è fatto di persone. In certi periodi, quando torna l’attenzione su monete commemorative, i prezzi possono oscillare leggermente.
Vale la pena conservarla?
Se l’hai già, sì, soprattutto se è in ottima conservazione. Non perché ti cambierà la vita, ma perché è un pezzo pulito, gradevole, legato a un momento preciso, e con un piccolo margine collezionistico.
Il modo migliore per “non perdere valore” è semplice:
- Maneggiala dai bordi, senza toccare le superfici.
- Evita pulizie, soprattutto con prodotti o panni abrasivi.
- Conservala in una capsula o in una bustina adatta alle monete.
Alla fine, il 2 euro di Torino 2006 è un classico esempio di moneta che promette emozione più che jackpot. E forse è proprio questo il suo bello: non un tesoro nascosto, ma un ricordo concreto che, se tenuto bene, può valere un po’ di più del suo volto nominale.




