Conto deposito al 5%: ecco la verità sui rischi, sulla sicurezza e su come funziona

Ti capita di vedere “conto deposito al 5%” e sentire subito quella piccola scossa, come quando trovi un affare inatteso: sembra semplice, quasi troppo bello per essere vero. La verità è che può essere davvero un’opzione interessante, ma solo se guardi sotto il cofano, perché il numero “5%” da solo racconta appena metà della storia.

Come funziona un conto deposito (anche quando promette il 5%)

Un conto deposito è, in pratica, un “parcheggio” separato dal tuo conto corrente. Di solito non lo usi per pagare bollette o fare shopping: ci versi soldi (da un conto di appoggio intestato a te) e li riprendi indietro allo stesso modo.

La banca ti riconosce un interesse annuo lordo. Quel “lordo” conta, e tra poco capirai perché.

In genere trovi due versioni:

  • Libero: puoi prelevare quando vuoi, ma il tasso tende a essere più basso.
  • Vincolato: lasci i soldi fermi per 3, 6, 12 mesi (o oltre). Se esci prima, spesso perdi tutti o parte degli interessi.

Molte offerte “al 5%” sono tassi promozionali su somme vincolate per un periodo specifico, non un rendimento stabile “per sempre”.

Il 5% che vedi non è il 5% che incassi

Qui arriva il punto che cambia tutto: tra tasse e costi ricorrenti, il rendimento netto scende.

Le due voci principali sono:

  • Ritenuta del 26% sugli interessi maturati
  • Imposta di bollo 0,20% annuo sul capitale depositato (salvo rare promozioni in cui la banca la assorbe)

Ecco un esempio semplice, giusto per “sentire” i numeri:

VoceValore
Capitale10.000 €
5% lordo annuo500 €
Tassa 26% sugli interessi-130 €
Interessi netti370 €
Bollo 0,20% sul capitale-20 €
Guadagno netto annuo stimato350 € (circa 3,5%)

E se il 5% vale solo 6 mesi? Allora gli interessi lordi si dimezzano, e il risultato finale, al netto, si assottiglia più di quanto ci si aspetti.

Rischi reali: pochi, ma non zero

Quando si parla di “rischi” di un conto deposito, io li divido in quattro cassetti, molto concreti.

  1. Rischio emittente (la banca): se l’istituto avesse problemi seri, entri nel tema delle tutele sui depositi (vedi sotto).
  2. Rischio di tasso promozionale: finita la promo, il tasso può scendere parecchio, e spesso lì si decide se conviene restare o spostare tutto.
  3. Rischio di liquidità: con un vincolo lungo, se ti servono soldi all’improvviso potresti pagare pegno in interessi persi (o in tempi di svincolo).
  4. Rischio di potere d’acquisto: se la inflazione corre più del tuo netto, guadagni “sulla carta” ma nella vita reale compri meno.

Sicurezza: cosa significa davvero “coperto”

La percezione di sicurezza nasce da un fatto: i depositi bancari, entro certi limiti, hanno una garanzia fino a 100.000 € per depositante per banca tramite i sistemi di tutela previsti dalle regole europee.

Questo rende lo strumento a basso rischio per molte famiglie, a patto di rispettare una regola semplice: non superare quella soglia su una singola banca se vuoi stare dentro la copertura.

Le condizioni che cambiano tutto

Il “5%” spesso è legato a dettagli che, se li trascuri, trasformano l’offerta.

Controlla sempre:

  • durata reale del tasso (3, 6, 12 mesi?)
  • cosa succede dopo (tasso standard, rinnovo, nuove condizioni)
  • vincoli e regole di svincolo
  • eventuali requisiti (nuova liquidità, nuovo cliente, servizi collegati)
  • costi del conto collegato, se c’è (canoni, operatività, ecc.)

Checklist rapida per capire se conviene davvero

  1. Calcola netto e bollo, non solo il lordo.
  2. Trasforma tutto su base annua, soprattutto se la promo dura meno di 12 mesi.
  3. Valuta se quei soldi ti servono come liquidità di emergenza.
  4. Resta entro i limiti di garanzia, oppure diversifica tra banche.

A chi può fare comodo (e a chi no)

Un conto deposito al 5% può essere perfetto se vuoi parcheggiare liquidità per un periodo definito, senza montagne russe di mercato. È meno adatto se ti serve flessibilità totale o se cerchi rendimenti “da lungo periodo” senza dover rincorrere promozioni e scadenze.

La verità, alla fine, è questa: il 5% può essere reale, ma è quasi sempre condizionato. Se lo tratti come un numero magico, delude. Se lo tratti come un contratto da leggere bene, può diventare una scelta sorprendentemente sensata.

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