Hai vinto al Superenalotto? Ecco quanti soldi vanno davvero al notaio e perché è necessario

Ti immagini la scena: controlli i numeri, ti si blocca il respiro, poi realizzi che sì, hai vinto al Superenalotto. E subito dopo arriva la domanda che nessuno ti prepara davvero ad affrontare: “Ok, ma quanti soldi vanno davvero al notaio, e perché dovrei chiamarlo?”. La risposta è meno misteriosa di quanto si dica in giro, ma ha un dettaglio che cambia tutto: la vera fetta grossa non la prende il professionista, la prende lo Stato.

La prima sorpresa: le tasse arrivano prima di te

Dal 1° marzo 2020 sulle vincite di giochi come il Superenalotto si applica una tassazione del 20% sulla parte che supera i 500 euro. In pratica, se vinci una cifra enorme, quasi tutto l’importo è tassabile.

C’è un aspetto che spesso confonde: la somma comunicata dal concessionario, quando parli di premi importanti, è di norma già al netto, perché la ritenuta avviene alla fonte. Quindi tu non devi “andare a pagare dopo”, il prelievo è già stato fatto.

Ecco come si calcola in modo semplice:

  • si “salvano” i primi 500 euro
  • tutto il resto viene tassato al 20%
  • il netto che vedi è già ripulito da quell’imposta

Quanti soldi vanno davvero al notaio (e perché non è fisso)

Qui entra in scena una parola che fa discutere: parcella. Il compenso del notaio, in questi casi, non è fissato per legge come percentuale obbligatoria. È una parcella negoziabile, spesso calcolata in rapporto alla complessità e, sì, anche all’importo della vincita.

Le fonti specializzate, in modo abbastanza concorde, indicano che “di solito” il notaio chiede tra l’1% e il 3% della vincita lorda.

Tradotto in immagini concrete, che sono quelle che ci restano in testa:

  • 1% sembra “poco”, finché non ti accorgi che su milioni è una cifra enorme
  • 3% è il limite alto che si vede spesso citato, ma resta una fascia indicativa, non un obbligo

Esempio reale: 20 milioni, quanto resta davvero in tasca

Facciamo l’esempio classico, quello che tutti cercano appena vedono un jackpot: 20 milioni di euro lordi.

Calcolo della tassazione

  • quota tassata: 20.000.000 € – 500 € = 19.999.500 €
  • imposta del 20%: circa 4.000.000 €

Parcella del notaio (stima tipica)

  • 1%: 200.000 €
  • 3%: 600.000 €

Risultato finale (stima)

Ti resta una vincita netta effettiva tra 15,4 e 15,8 milioni di euro.

VoceImporto stimato
Tasse allo Stato~4.000.000 €
Notaio (1%–3%)200.000–600.000 €
Netto finale~15.400.000–15.800.000 €

Se ti stai chiedendo “ma quindi il notaio mi porta via la parte più grande?”, la risposta è no: il peso principale è la tassazione.

Il notaio è necessario? Legalmente no, praticamente spesso sì

E qui arriviamo al punto più delicato, quello che spiega perché, appena si parla di maxi vincite, spunta sempre la figura del notaio.

1) Incassare è possibile anche senza notaio

Non è giuridicamente obbligatorio: puoi incassare secondo le modalità previste, e oltre certe soglie devi rivolgerti agli Uffici Premi.

2) Quando diventa “necessario” per davvero (cioè utile in modo decisivo)

Nella vita reale, il notaio diventa fortemente consigliato quando vuoi:

  • mantenere l’anonimato, perché può riscuotere al posto tuo e gode di segreto professionale
  • ridurre esposizione mediatica e “curiosità” indesiderate
  • schermarti da richieste di denaro, pressioni familiari o sociali
  • impostare una gestione patrimoniale seria (donazioni, regime patrimoniale, pianificazione successoria, strumenti come un trust)

In altre parole, non stai pagando solo un incasso, stai pagando protezione, struttura, procedure. E dopo una vincita, è proprio la mancanza di struttura a far fare errori irreparabili.

E le voci sul 6–10%? Perché girano così tanto

Online circolano numeri più alti, tipo “il notaio prende per legge il 6–10%”. Sono racconti che rimbalzano spesso come “verità da forum”, ma non trovano riscontro nelle fonti affidabili citate sul tema. Il range che torna con più coerenza è 1–3%, e soprattutto con un punto chiave: non è una percentuale obbligatoria.

Il succo, senza illusioni

Se vinci al Superenalotto, la realtà è questa: lo Stato prende il suo 20% (oltre i 500 euro), e il notaio di solito costa 1–3%. Eppure, per molti vincitori, quella parcella è il prezzo della cosa più difficile da comprare quando hai appena cambiato vita: tranquillità.

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