Ci sono lavori ben pagati ma poco richiesti che, quando li scopri, ti fanno pensare: “Ma davvero nessuno vuole farli?”. Eppure succede. Non perché siano “brutti” in senso assoluto, ma perché richiedono una formazione specifica, hanno un percorso d’ingresso faticoso, oppure semplicemente non godono di un riconoscimento chiaro e quindi restano fuori dal radar.
Perché un lavoro può pagare tanto e attirare poco
Nella mia esperienza di chiacchiere con amici, recruiter e professionisti, tornano sempre gli stessi motivi:
- Barriere di ingresso: certificazioni, licenze, anni di studio o costi iniziali.
- Percezione dello stress: anche quando lo stress reale è gestibile, l’idea “spaventa”.
- Mancanza di visibilità: se una professione non è “nominata” spesso, non viene considerata.
- Irregolarità: ritmi a progetto, periodi intensi alternati a pause.
Il paradosso è qui: proprio queste barriere riducono la concorrenza, e la scarsità tende a sostenere stipendi alti.
Optometrista: alto valore, riconoscimento confuso
L’optometrista è un caso interessante perché sembra “semplice” da raccontare, ma molto meno da inquadrare in Italia. In pratica si occupa di valutare e gestire difetti visivi come miopia o astigmatismo, lavorando sulla prevenzione e sul comfort visivo, senza essere medico.
Il punto che frena tanti è proprio questo: non è sempre percepita come professione pienamente riconosciuta, e questa ambiguità riduce l’appeal. Peccato, perché chi ci entra spesso descrive un livello di stress contenuto e una buona domanda di servizi legati alla vista, con margini interessanti, soprattutto in contesti dove la consulenza è valorizzata.
Un dettaglio che sorprende molti: la formazione può essere lunga, ma non necessariamente “medica” nel senso classico, e apre a una carriera molto concreta nel quotidiano. Se vuoi una parola chiave per orientarti, la radice è optometria.
Pilota di linea: l’impegno upfront che scoraggia
Quando si parla di pilota di linea, l’immaginazione corre subito allo stipendio, e non a caso. Una volta qualificati, gli introiti possono essere molto elevati, con range spesso citati tra 60.000 e oltre 200.000 euro annui, a seconda di esperienza, compagnia, base operativa e tipo di rotte.
Allora perché è “poco richiesto”? Perché la parte più dura sta prima:
- formazione intensiva
- certificazioni e visite mediche periodiche
- costi iniziali non banali, se non supportati da programmi dedicati
- selezione competitiva
Chi supera lo scoglio, però, spesso apprezza una dinamica particolare: periodi di volo alternati a riposi programmati, che per alcune persone significa una qualità di vita sorprendentemente buona.
Consulente di gestione: paga alta, ma non è una routine
Il consulente di gestione lavora a progetto, spesso tra tecnologia, finanza, operations, organizzazione. È una professione che può partire da circa 30.000 euro annui e crescere anche oltre 100.000, in base a seniority e specializzazione.
La controparte è chiara: non è il classico lavoro “tutti i giorni uguali”. Ci sono fasi di carico intenso, scadenze, presentazioni, trasferte (oggi meno, ma ancora presenti). Se ami una routine stabile, può risultare faticoso. Se invece ti stimola cambiare contesti, può diventare una palestra che accelera carriera e compensi.
Sviluppatore software freelance e nuove strade digitali
Qui vedo spesso un equivoco: la richiesta c’è, ma molti non vogliono la parte “da freelance”, cioè vendersi, gestire clienti, contratti, tempi e incertezza. Eppure uno sviluppatore software freelance può scegliere progetti, lavorare da remoto e puntare a tariffe alte, soprattutto con competenze richieste.
Accanto a questo, stanno emergendo ruoli digitali con accesso più rapido:
- SEO specialist
- webmaster
- figure ibride tra contenuti e performance
In Italia, per profili bravi e aggiornati, si citano spesso fasce indicativamente tra 28.000 e 60.000 euro annui, con ampia variabilità.
Altri lavori ben pagati che pochi considerano
Alcuni percorsi restano “di nicchia” perché richiedono lauree specifiche o praticantati lunghi, anche se lo stress percepito può essere più basso di quanto si creda:
| Professione | Perché pochi la scelgono | Perché può pagare bene |
|---|---|---|
| Ortodontista | Laurea e specializzazione, percorso lungo | Alta specializzazione, domanda stabile |
| Ingegnere biomedico | Laurea tecnica poco “pop” | Progetti ad alto valore in ambito salute |
| Ingegnere agricolo | Settore sottovalutato | Innovazione, sostenibilità, efficienza |
Come scegliere senza farsi ingannare dal mito dello “stipendio facile”
Se ti stuzzicano queste strade, io partirei da tre domande pratiche:
- Quanto mi pesa la formazione iniziale?
- Preferisco stabilità o lavoro a progetto?
- Mi interessa un lavoro “visibile” o mi basta che sia solido e ben pagato?
Il succo è questo: i lavori ben pagati e poco richiesti esistono davvero, e spesso non sono “segreti”, sono solo fuori dai percorsi più battuti. Chi è disposto a fare un passo in più all’inizio, spesso si ritrova con un vantaggio che dura anni.




