L’“allerta assegno unico” di questo mese non è un allarme generico, è una di quelle novità che ti cambia l’importo sul conto senza preavviso, se ti dimentichi un passaggio apparentemente burocratico. Il punto è semplice: il rinnovo dell’ISEE 2026.
Perché l’allerta è proprio adesso
Ogni inizio anno ha la sua piccola trappola, e questa volta si chiama ISEE 2026. Tutti gli ISEE 2025 sono scaduti il 31 dicembre 2025, quindi dal 1° gennaio serve un indicatore aggiornato per continuare a ricevere l’assegno unico con l’importo corretto.
Se ti suona come una formalità, è normale. Anch’io per anni ho pensato, “lo faccio con calma”. Solo che qui la calma può costare cara, perché l’INPS, in assenza di un ISEE valido, applica automaticamente la fascia più bassa.
La scadenza che conta davvero: fine febbraio
Ecco la novità che sta dietro la parola “allerta”: se non rinnovi l’ISEE entro fine febbraio, da marzo l’assegno unico viene pagato al minimo, indipendentemente dalla situazione economica reale della famiglia.
In pratica, anche se hai diritto all’importo pieno, senza l’ISEE aggiornato ti ritrovi con una cifra ridotta, e spesso ci si accorge del problema solo quando il pagamento arriva.
Arretrati sì, ma solo entro il 30 giugno 2026
Qui arriva la parte che fa la differenza tra “ok, recupero” e “peccato, è andata”:
- Se presenti DSU e ISEE 2026 entro il 30 giugno 2026, l’INPS ricalcola l’assegno unico retroattivamente da marzo e ti riconosce gli arretrati.
- Se aggiorni l’ISEE dopo il 30 giugno 2026, gli arretrati non si recuperano più: i mesi pagati al minimo restano al minimo.
È una finestra di recupero importante, ma non infinita. E soprattutto, evitare il problema è molto più semplice che inseguirlo dopo.
Piccoli aumenti 2026: cosa aspettarsi davvero
Nel 2026 sono previsti leggeri aumenti legati alla rivalutazione e ad aggiornamenti normativi. Non parliamo di rivoluzioni, ma di differenze che, sommate su più figli e più mesi, si sentono.
Indicativamente:
- Con ISEE fino a circa 17.520 euro, l’importo base per figlio sale a circa 204,4 euro (rispetto ai 201 euro del 2025).
- Con ISEE pari o superiore a circa 46.720 euro, l’importo minimo si attesta intorno a 58,5 euro.
Capisci quindi perché l’allerta è concreta: se non presenti l’ISEE, vieni spinto direttamente verso la fascia minima, anche se non ti spetterebbe.
Attenzione al nuovo calcolo: la “prima casa” può cambiare le carte
Quest’anno c’è un ingrediente in più: alcune modifiche al calcolo dell’ISEE, in particolare sul trattamento della prima casa. Tradotto in modo pratico, per molte famiglie il valore ISEE potrebbe risultare diverso rispetto al 2025.
Questo può avere due effetti:
- per alcuni nuclei l’ISEE può scendere, e quindi l’assegno unico potrebbe aumentare,
- per altri può salire, riducendo l’importo.
In entrambi i casi, l’unico modo per non andare “alla cieca” è rinnovare e verificare.
Quando pagano questo mese: le date da segnare
Per il 2026, le tempistiche sono abbastanza regolari, e aiutano anche a capire se tutto è in ordine:
- 21 o 22 del mese: pagamenti dei rinnovi regolari, cioè prestazioni già in corso senza variazioni.
- Ultima settimana del mese: primi pagamenti o pagamenti successivi a modifiche, come nuova domanda, variazioni del nucleo, aggiornamenti rilevanti.
Se ti aspetti il pagamento “standard” e invece slitta, può essere una semplice gestione tecnica, ma vale la pena controllare che non ci sia di mezzo un ISEE mancante o non aggiornato.
Cosa fare adesso, in 3 mosse
- Rinnova subito la DSU per ottenere l’ISEE 2026, senza aspettare febbraio.
- Se a marzo dovessi ricevere il minimo, non farti prendere dal panico, aggiorna l’ISEE e verifica il ricalcolo.
- Tieni in mente la data chiave: 30 giugno 2026, oltre la quale gli arretrati si perdono.
La “novità” di questo mese, quindi, è tutta nel tempismo: rinnovare in fretta significa proteggere l’importo pieno, evitare sorprese da marzo e, se serve, non perdere nemmeno un euro di arretrati.




