Ti sarà capitato almeno una volta di arrivare al casello convinto di filare via liscio, e invece niente: telepedaggio bloccato, bip strano, la barriera non si apre e dietro di te iniziano ad accumularsi auto. In quel momento la tentazione è una sola, “esco e faccio retro”, ma è proprio lì che serve sangue freddo, perché la soluzione c’è ed è anche più semplice di quanto sembri.
La prima cosa da fare subito (e la più importante)
Quando il dispositivo non viene letto o il sistema non ti riconosce, la mossa corretta è una sola: contattare l’operatore del casello.
Vicino alla colonnina trovi il citofono di emergenza. Premi, aspetta la risposta e spiega in modo essenziale cosa sta succedendo. In genere bastano pochi secondi.
L’operatore può intervenire in due modi, a seconda del problema:
- Aprire la sbarra da remoto se il blocco dipende dal rilevamento o dal sistema del varco.
- Leggere la targa e autorizzare il transito, facendo poi addebitare il pedaggio (anche se il Telepass in quel momento non ha “agganciato” correttamente).
È una scena più comune di quanto immagini, e chi sta dall’altra parte del citofono è abituato a gestirla.
Cosa non devi fare mai: retromarcia (anche se ti sembra “la via più rapida”)
Lo so, l’istinto dice: “Faccio retro di due metri e cambio corsia”. Ma al casello la retromarcia è un errore serio, perché è vietata e pericolosa.
Secondo il Codice della Strada (il riferimento che disciplina questi comportamenti), la sanzione può essere pesante: multa tra 430 e 1.731 euro e decurtazione di 10 punti dalla patente. Oltre al fatto che, in uno spazio stretto e con visibilità ridotta, basta un attimo per creare un incidente.
Quindi: resta fermo, quattro frecce se necessario, e citofono.
Velocità e distanza: il piccolo dettaglio che evita metà dei blocchi
Molti “blocchi” nascono da una cosa banale: arrivare troppo veloce o troppo vicino al veicolo davanti. Il varco ha bisogno di un attimo per leggere e associare il passaggio.
Per attraversare in modo regolare:
- mantieni distanza di sicurezza dall’auto che ti precede
- rallenta e resta entro una velocità massima di 30 km/h
- evita cambi improvvisi di traiettoria all’ultimo secondo
Pensa al casello come a un lettore che deve “inquadrare” bene: se gli passi davanti di fretta, è come mostrare un biglietto senza fermarsi mai.
Dopo il transito: come chiedere assistenza se il problema si ripete
Se ti è successo una volta, potrebbe essere un caso. Se succede di nuovo, conviene controllare.
Per assistenza successiva puoi:
- chiamare il Servizio Clienti Telepass: 069 71 666 71
- usare l’app Telepass, seguendo il percorso: Menu > Dispositivi Telepass > Vedi dettagli
In pratica, l’obiettivo è capire se il dispositivo è associato correttamente, se risulta attivo, o se ci sono anomalie che richiedono una sostituzione o una verifica.
Se ti rilasciano una ricevuta di mancato pagamento: cosa fare (senza ansia)
A volte, invece di aprire e basta, il sistema o l’operatore potrebbero associare il passaggio a un mancato pagamento e rilasciarti una ricevuta. Non è la fine del mondo, è una procedura per chiudere correttamente il pedaggio.
La regola pratica è chiara: paga entro 15 giorni per evitare costi aggiuntivi.
Puoi farlo tramite:
- app Telepass
- sito di Autostrade per l’Italia
- bonifico
- punto Sisal
- pagamento direttamente al casello
Mini promemoria da salvare in testa (o nello screenshot mentale)
- Fermati e non fare manovre strane.
- Citofono e contatto con l’operatore.
- Lascia che sia lui a sbloccare o a registrare la targa.
- In futuro, passa al varco a 30 km/h e con distanza.
- Se c’è ricevuta, paga entro 15 giorni.
Quando la barriera non si apre, il segreto è uno: non improvvisare. Segui la procedura, e in pochi istanti riparti senza stress, senza rischi e senza trasformare un imprevisto in un problema più grande.




