C’è un momento, quando senti parlare di “allerta nuovi buoni postali”, in cui ti viene naturale pensare: sta cambiando qualcosa, e se sbaglio scelta perdo rendimento. Nel 2026, la verità è semplice ma un po’ spietata: i buoni fruttiferi postali (BFP) che pagano di più chiedono quasi sempre una cosa in cambio, il tempo.
Perché i BFP “più alti” premiano chi aspetta
I BFP hanno una logica lineare, più lunga è la durata, più aumenta il rendimento a scadenza. Non è magia, è il modo in cui viene costruita la crescita degli interessi, spesso progressiva e più generosa negli anni finali.
Quindi la prima domanda non è “qual è il tasso migliore”, ma: quanto posso lasciare fermo questo capitale senza rimpianti?
I più redditizi nel 2026: chi vince davvero
Se l’obiettivo è massimizzare il rendimento lordo annuo a scadenza, due nomi tornano sempre sul tavolo.
Buono Ordinario (lungo termine, massimo potenziale)
È il classico “metto via e mi dimentico”, e proprio per questo è quello che, nel 2026, può arrivare ai livelli più alti: fino al 5% lordo annuo nella fascia tra 17 e 18 anni (con struttura a scaglioni nei periodi precedenti).
In pratica:
- nei primi anni i tassi sono più moderati,
- poi crescono,
- e il salto vero arriva quando resisti fino alle finestre finali.
Se ti serve una bussola: è una scelta sensata per chi ragiona su obiettivi lontani, come integrazione futura, passaggi generazionali, o un “paracadute” che non vuoi toccare.
Buono 3×4 (equilibrio tra attesa e progressività)
Qui l’idea è più “a tappe”: durata 12 anni, con rendimenti che aumentano per periodi, fino a un 2,50% lordo annuo a scadenza. È spesso la soluzione che piace a chi vuole un rendimento interessante ma non se la sente di bloccare tutto per 18 o 20 anni.
È un po’ come scegliere una strada panoramica invece dell’autostrada infinita: arrivi prima, con un buon risultato, rinunciando però al picco massimo dell’Ordinario.
Altre opzioni forti, ma solo se ti riconosci nel profilo giusto
Non esiste “il buono perfetto”, esiste il buono adatto a te.
Buono 100 (edizione speciale)
In alcune emissioni 2026 viene riportato un 3% lordo annuo. È una scelta “pronta”, facile da capire, e può essere interessante per chi vuole un tasso competitivo senza incastrarsi troppo in strutture complesse.
Premium 4 anni (o 4 anni Plus) con Nuova Liquidità
Rendimento indicativo 2,50% lordo su 4 anni, ma con un requisito importante: spesso è legato all’apporto di nuova liquidità su libretto. Qui il vantaggio è la durata contenuta e la sensazione di “vedere il traguardo” senza aspettare una vita.
Indicizzato all’inflazione italiana (protezione, non solo rendimento)
Questo buono offre una componente fissa (indicata intorno a 0,60%) più una parte variabile legata all’andamento dell’inflazione. Se il tuo timore è il potere d’acquisto che scivola via, questa opzione può avere senso anche con un tasso fisso più basso, perché l’obiettivo non è battere tutti, ma difendere.
Una mini mappa per scegliere senza impazzire
Ecco un modo rapido per orientarti:
- Vuoi il massimo rendimento potenziale e puoi aspettare molto: Buono Ordinario.
- Vuoi una via di mezzo con progressione chiara: Buono 3×4.
- Vuoi durata breve e un tasso interessante: Premium 4 anni/Plus (se hai i requisiti).
- Vuoi protezione dal caro vita: Indicizzato.
Tasse, bollo e “rendimento vero”: cosa ricordare
Quasi tutti i BFP mantengono due vantaggi pratici che contano parecchio:
- tassazione agevolata al 12,5% sugli interessi,
- possibilità di rimborso totale o parziale (con interessi riconosciuti dopo determinati periodi, spesso dopo 18 mesi a seconda del prodotto).
Attenzione però al quadro completo: il rendimento netto dipende anche dall’eventuale imposta di bollo (tipicamente 2 per mille annuo sul capitale quando superi determinate soglie). È quel dettaglio silenzioso che, sul lungo periodo, può cambiare la percezione del guadagno.
Dove si sottoscrivono e come controllare i tassi aggiornati
Puoi acquistare:
- online (app Poste Italiane o sito, con libretto Smart o conto abilitato),
- oppure in ufficio postale con documento e codice fiscale.
Un consiglio semplice, ma concreto: prima di firmare, verifica sempre l’emissione e usa un simulatore ufficiale per vedere il risultato atteso. I tassi citati sono lordi e possono cambiare con nuove emissioni, quindi la scelta migliore è quella fatta con i numeri del giorno in cui sottoscrivi.
Alla fine, l’allerta non è un allarme: è un invito a scegliere con lucidità. Nel 2026, se vuoi rendimenti più alti, il segreto è uno solo, decidere in anticipo quanto vale per te la pazienza.




