Francobollo 55 lire Castelli con stampa doppia: il difetto ricercato dai collezionisti

C’è un momento, nella filatelia, in cui ti sembra di aver trovato “il” pezzo: guardi il tuo 55 lire Castelli e noti una specie di raddoppio, una piccola ombra insistente sulle linee. Ti viene spontaneo pensare: “È una stampa doppia!”. Ed è proprio qui che nasce il fascino, perché tra ciò che sembra e ciò che è davvero, in questa serie, c’è un mondo.

Il 55 lire Castelli, perché se ne parla così tanto

Il francobollo da 55 lire della serie Castelli d’Italia appartiene alle emissioni ordinarie della Repubblica, quelle che hanno viaggiato davvero, finite su lettere, cartoline, bollette, piccoli ricordi quotidiani. È stampato in rotocalco policromo, su filigrana Stelle IV, con dentellatura 14 x 13¼ a pettine. Tradotto in pratica: un processo industriale efficiente, rapido, ma non immune da minimi slittamenti tra colori.

Ed è proprio quel tipo di “imperfezione” a creare l’illusione della doppia stampa.

Doppia stampa o fuori registro? La differenza che cambia tutto

Qui bisogna essere netti, anche se la tentazione del colpo grosso è forte: per il 55 lire non risulta una “doppia stampa” ufficialmente catalogata nei principali riferimenti filatelici. Questo però non significa che non esistano esemplari “strani”, significa che, nella maggior parte dei casi, ciò che si vede è altro.

Come riconoscere una vera “doppia stampa”

Una doppia stampa (quella vera) ha caratteristiche piuttosto riconoscibili:

  1. Duplicazione nitida degli elementi grafici (linee, scritte, dettagli).
  2. Offset coerente: lo spostamento è simile su più parti del disegno.
  3. Effetto complessivo da “seconda passata” sovrapposta, non da alone.

In altre parole, sembra che il francobollo sia stato stampato due volte, con un piccolo disallineamento.

Il caso più comune: il fuori registro dei colori

Quello che spesso viene venduto, descritto o sognato come “stampa doppia” è in realtà un fuori registro dei colori, tipico della stampa policroma in rotocalco. I colori non combaciano perfettamente e nasce quell’effetto di:

  • ombre ai margini delle linee,
  • contorni colorati spostati,
  • micro “sdoppiamenti” non uniformi.

È un fenomeno quasi “naturale” della produzione industriale, e non equivale a una varietà rarissima, anche se può essere spettacolare da vedere.

Il confronto che aiuta: l’ombra “nota” in altri valori Castelli

Un paragone utile, per farsi l’occhio, è con altri valori della serie Castelli in cui l’effetto ombra o lo slittamento di registro è documentato e discusso, come accade, per esempio, sull’800 lire (dove alcuni esemplari mostrano un’impressione di raddoppio legata proprio all’allineamento nelle fasi di stampa). Questo non “prova” nulla sul 55 lire, ma aiuta a capire quanto facilmente il rotocalco possa creare miraggi filatelici.

Perché allora il “55 lire con stampa doppia” è così ricercato?

Perché i collezionisti, soprattutto quelli più curiosi, non cercano solo ciò che è già scritto nei cataloghi. Cercano anche ciò che potrebbe essere un’anomalia rara, non censita, una specie di leggenda di cassetto.

Se un 55 lire mostra linee duplicate con offset netto e ripetuto, non come semplice alone, ma come raddoppio costante su più dettagli, potrebbe essere:

  • un difetto di produzione non catalogato,
  • un evento limitato a poche copie,
  • una microanomalia di macchina che ha colpito una porzione di tiratura.

Ed è qui che scatta la caccia: anche senza risultati d’asta famosi o quotazioni consolidate, l’oggetto diventa “appetibile” per chi ama le rarità fuori lista.

Cosa aspettarsi sul valore economico (senza illusioni)

Un punto pratico: non emergono reali d’asta solidi e ripetuti per il 55 lire con presunta doppia stampa, a differenza di altre varietà Castelli più note (assenze di colore, slittamenti marcati su certi tagli, bobine particolari). Quindi il prezzo, quando c’è, dipende molto da:

  • qualità visiva del difetto,
  • stato del francobollo (centratura, gomma, annullo),
  • credibilità della descrizione,
  • eventuale perizia.

In assenza di una varietà catalogata, il mercato è più “da intenditori” che da listino.

Autenticità e perizia: la mossa che fa chiarezza

Se pensi di avere un esemplare davvero anomalo, la cosa più sensata è una perizia professionale. Non perché i cataloghi cambieranno domani, ma perché una firma autorevole aiuta a distinguere tra:

  • semplice fuori registro,
  • difetto interessante ma comune,
  • varietà eccezionale e ripetibile come fenomeno.

E in filatelia, come nella vita, dare un nome corretto alle cose spesso vale più dell’entusiasmo iniziale.

In sintesi: il “mistero” è risolto

Il 55 lire Castelli con stampa doppia è, nella maggior parte dei casi, un fuori registro dei colori dovuto alla rotocalco. Però, raramente, può presentarsi un difetto così netto da far pensare a qualcosa di più, e proprio questo confine sottile lo rende ricercato. Se vuoi giocartela bene, osserva con metodo, confronta con altri esemplari, e ricorda che la storia di un francobollo non sta solo nei cataloghi, ma anche nella sua piccola, imprevedibile filatelia quotidiana.

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