Vincono milioni e spariscono nel nulla: ecco che fine fanno davvero i vincitori della lotteria

C’è un’immagine che torna ogni anno, quasi fosse una scena da film: vincono milioni e spariscono nel nulla. Eppure, quando si guarda da vicino, “sparire” raramente significa fuggire con una valigia piena di contanti. Molto più spesso è una cosa banale, persino tenera nella sua assurdità: un biglietto piegato male, un cassetto svuotato in fretta, una ricevuta confusa con carta da buttare.

La verità dietro al “nulla”

Nella realtà, la maggior parte dei vincitori ritira i premi. Quello che fa notizia, e alimenta il mistero, è l’altra categoria: le vincite non riscosse. Non perché qualcuno decida di evaporare, ma perché il premio resta appeso a un foglietto che non viene presentato in tempo.

E quando non viene presentato, succede una cosa molto concreta: i soldi non rimangono “in sospeso” per sempre, tornano nelle casse pubbliche. In altre parole, finiscono all’Erario.

Perché si perdono premi che cambiano la vita?

Sembra impossibile finché non pensi a quante volte hai perso qualcosa di importante: un documento, una tessera, una chiave. Il biglietto della lotteria è piccolo, leggero, facilmente “invisibile”. E i motivi principali sono più comuni di quanto si creda.

  • Dimenticanza o smarrimento: biglietti infilati in un libro come segnalibro, lasciati in un portafoglio vecchio, gettati per errore durante le pulizie. Nel 2024, per la Lotteria Italia, sono rimasti lì, non reclamati, 26 premi per oltre 600.000 euro.
  • Mancato controllo: molte persone comprano il biglietto “per tradizione” e poi non verificano mai l’esito, o lo fanno distrattamente.
  • Scadenza dei termini: qui arriva il dettaglio che ribalta la storia, non c’è magia, c’è calendario.

La regola che decide tutto: 180 giorni

Dopo l’estrazione, non hai un tempo infinito. Il regolamento prevede 180 giorni dalla pubblicazione del Bollettino Ufficiale sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) per reclamare il premio. Superato quel limite, il biglietto vincente diventa, di fatto, carta senza valore.

È un meccanismo semplice e severo: se non ti presenti entro la scadenza (per esempio, per l’edizione 2024-2025 si arriva fino all’8 luglio 2025), il denaro torna allo Stato.

I casi clamorosi che alimentano la leggenda

Qui sì che viene la pelle d’oca, perché alcuni episodi sembrano scritti apposta per far dire “non può essere vero”.

  • 2008: record che ancora fa discutere, un primo premio da 5 milioni a Roma mai reclamato. E il totale dei premi non riscossi di quell’edizione arrivò a circa 7 milioni.
  • 2015: un secondo premio da 2 milioni a San Nicola La Strada (Caserta) dimenticato.
  • Altri anni hanno lasciato sul tavolo cifre importanti, come il 2012 (2 milioni) e il 2014 (1,7 milioni).

E nel complesso, dal 2002 (o dal 2005 secondo alcune ricostruzioni) ad oggi, la somma dei premi non riscossi supera 31-32 milioni di euro. Non spiccioli, ma storie interrotte per una distrazione.

Numeri in breve: quanto “sparisce” davvero?

Anno/EdizionePremio non riscosso più altoTotale non reclamato
20085 milioni (Roma)7 milioni
20152 milioni (Caserta)2,9 milioni
2024-2025premi minorioltre 1,2 milioni (più circa 130.000 euro al giorno non riscossi durante il periodo)

Un dettaglio interessante, che smonta il mito del colpo grosso perso per strada: nelle edizioni più recenti, i premi di prima categoria (quelli da 1 a 5 milioni) risultano in genere riscossi, come nel 2024. A “sfuggire” sono più spesso premi medio piccoli, tanti, sparsi, facili da trascurare.

Quindi, che fine fanno davvero i vincitori?

La risposta è meno cinematografica ma più reale: i vincitori non spariscono nel nulla, semmai sparisce il biglietto. E quando sparisce il biglietto, sparisce la possibilità di dimostrare la vincita entro i 180 giorni.

È una storia che fa rumore proprio perché è umana: la fortuna può bussare forte, ma se non apri in tempo, non resta ad aspettare.

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