Se hai letto l’ennesimo “allarme” sui libretti di risparmio con soldi “spariti”, capisco benissimo il brivido: l’idea di andare allo sportello, aprire il libretto e trovare il saldo a zero è una di quelle paure che non ti lascia dormire. Però, nella maggior parte dei casi raccontati, non c’è un furto improvviso né un buco misterioso: c’è una regola, poco conosciuta, che trasforma l’inattività in un problema concreto.
Cosa significa davvero “soldi spariti”
Quello che molti correntisti scoprono tardi è il meccanismo dei rapporti dormienti. In pratica, se un libretto (o un conto) resta inattivo per 10 anni, senza movimenti o richieste del titolare, l’intermediario può estinguere il rapporto e trasferire le somme a un Fondo pubblico previsto dalla legge.
Il risultato, visto dall’utente, è spiazzante: il giorno in cui prova a prelevare, il rapporto risulta chiuso e il saldo non è più lì. Da qui il racconto, comprensibile, dei “risparmi spariti”.
Il punto chiave: non è un fenomeno criminale di massa
È importante dirlo con chiarezza: non emergono evidenze di una sottrazione sistematica e recente ai danni di migliaia di persone. Piuttosto, è una combinazione di:
- dimenticanze (libretti aperti anni fa, magari per i nipoti),
- eredi che trovano documenti dopo molto tempo,
- poca abitudine a controllare strumenti considerati “sempre lì”.
E qui c’è la lezione più semplice, quasi banale: il risparmio non va solo messo da parte, va anche “visitato” ogni tanto.
Perché colpisce spesso i libretti postali
I libretti, specie quelli più datati, sono stati usati a lungo come “cassetto” di famiglia: soldi messi lì e lasciati fermi per anni. È proprio questo comportamento, tranquillizzante in apparenza, a far scattare la dormienza.
Quando poi arriva il momento di riscuotere, magari per una spesa improvvisa o dopo un lutto, ci si trova davanti a procedure diverse da quelle immaginate.
Il caso dei libretti al portatore (e perché creano confusione)
Un altro tassello riguarda i libretti al portatore, cioè non nominativi. Negli anni sono diventati sempre più limitati fino a essere di fatto superati: l’obiettivo è ridurre anonimato e rischi collegati.
Se qualcuno conserva ancora un vecchio libretto di questo tipo, può trovarsi con operazioni bloccate o con richieste di regolarizzazione. Non è “sparizione”, è un cambio di regole che, visto da fuori, sembra una porta chiusa all’improvviso.
Controlli fiscali più tecnologici: cosa cambia nel 2024-2025
Negli ultimi mesi si parla anche di controlli più mirati, con analisi automatizzate per incrociare dati e individuare situazioni incoerenti (per esempio, grandi disponibilità non compatibili con redditi dichiarati, o posizioni debitorie rilevanti). Questo non significa che “controllano tutti” o che chi ha un libretto è nei guai, ma che conviene tenere ordine, soprattutto se ci sono importi importanti o vecchi strumenti dimenticati.
Come evitare la dormienza: la checklist pratica
Per non ritrovarti un giorno con una brutta sorpresa, io farei così:
- Fai almeno un movimento periodico, anche minimo, e conserva le ricevute.
- Controlla il saldo con regolarità (sportello o canali digitali, se disponibili).
- Aggiorna i dati (indirizzo, recapiti), così eventuali comunicazioni ti arrivano.
- In caso di smarrimento, segnala subito per ridurre rischi e avviare le tutele.
“Ok, ma se è già successo?” Come recuperare le somme
Se il tuo libretto è stato classificato come dormiente, spesso puoi ancora richiedere il rimborso, seguendo la procedura prevista per il Fondo. Qui il tempo conta: raccogli documenti, prova della titolarità, eventuali atti di successione se sei erede, e muoviti con metodo.
| Situazione | Prima cosa da fare | Cosa preparare |
|---|---|---|
| Libretto inattivo da anni | Chiedere verifica dello stato del rapporto | Documento, libretto, codice fiscale |
| Sei erede | Avviare richiesta come avente diritto | Successione, certificati, deleghe |
| Libretto al portatore vecchio | Informarsi su regolarizzazione ed estinzione | Documento, libretto, eventuali autocertificazioni |
La vera morale: il “dimenticatoio” costa
L’allarme nasce perché il libretto sembra un oggetto immutabile, ma non lo è. Tra dormienza, aggiornamenti normativi e controlli più sofisticati, l’unico antidoto è semplice: presenza, anche minima. Un controllo oggi può valere anni di tranquillità domani.




