Rendimento alto: ecco il nuovo buono sicuro che puoi attivare e come funziona davvero

C’è un momento, quando leggi “rendimento alto” e “buono sicuro”, in cui ti scatta subito una domanda molto concreta: dov’è il trucco? Me lo sono chiesto anch’io, perché in giro circolano titoli che promettono un 6% o 7% fisso nel 2025, come se fosse la nuova normalità. Poi vai a vedere come funzionano davvero i Buoni Fruttiferi Postali e capisci una cosa: il “nuovo buono miracoloso” non è quello che raccontano certe fonti, ma esiste un modo serio e trasparente per usarli bene.

Prima cosa: che cosa stai comprando davvero

I Buoni Fruttiferi Postali (BFP) sono titoli di risparmio emessi da Poste Italiane e garantiti dallo Stato tramite Cassa Depositi e Prestiti. Tradotto in immagini semplici, è come mettere soldi in un salvadanaio con un cartellino sopra: “capitale protetto, interessi stabiliti da regole chiare”.

I punti chiave, quelli che contano nella vita reale:

  • Capitale garantito (alla scadenza, e in genere anche in caso di rimborso)
  • Zero commissioni su sottoscrizione, gestione e rimborso
  • Tassazione agevolata al 12,5% sugli interessi (più imposta di bollo dove prevista)
  • Possibilità di rimborso anticipato, con un dettaglio importante: spesso gli interessi maturano solo dopo un certo periodo minimo

Il “buono al 6 o 7%”: perché suona bene ma non torna

Qui bisogna essere diretti. L’idea di un BFP “nuovo” al 6-7% fisso nel 2025, così come appare in alcuni articoli sensazionalistici, è esagerata o non confermata da comunicazioni ufficiali e simulazioni standard disponibili sui canali di Poste.

Questo non significa che i buoni non rendano, significa che:

  • i rendimenti reali sono più bassi, soprattutto sul breve periodo
  • spesso sono strutturati a tasso crescente, quindi la parte “alta” arriva solo se resti fino in fondo
  • ogni serie e durata ha condizioni precise, non un tasso magico uguale per tutti

Come si attiva davvero (senza perdersi)

L’attivazione è più semplice di quanto sembri, ma va fatta con metodo.

Puoi sottoscrivere i BFP:

  1. In ufficio postale
  2. Online tramite sito ufficiale o app Poste, se hai un Libretto Smart abilitato

In genere valgono queste regole pratiche:

  • importo minimo spesso da 50 euro (alcune tipologie possono avere soglie diverse)
  • massimale tipico fino a 50.000 euro per persona per singola sottoscrizione o serie, secondo le condizioni del momento

Il consiglio più concreto: prima di cliccare “conferma”, controlla durata, tassi per scaglioni e quando maturano gli interessi. È proprio lì che si gioca tutto.

Rendimenti realistici: esempi che aiutano a capire

Non serve inseguire numeri urlati, serve capire la meccanica.

Ecco tre casi tipici, per farsi un’idea:

  • Buono 3×4 (12 anni): tassi predefiniti e crescenti, per esempio interessi riconosciuti dopo il 3° anno e poi via via più alti fino a scadenza. È il classico buono “se resisti, ti premia”.
  • Buono 6 mesi: rendimento contenuto (esempio spesso citato: 1,25% lordo, circa 1,09% netto), e di solito incassi alla scadenza, non prima.
  • Buoni a tasso crescente o indicizzati all’inflazione: qui l’idea è proteggere il potere d’acquisto nel tempo, con stime che, sulle durate lunghe, possono arrivare in modo credibile a un netto interessante (senza trasformarsi in promesse fuori scala). Il concetto di inflazione è centrale per capire perché “poco oggi” può diventare “sensato domani”, se l’orizzonte è lungo.

Pro e contro, senza romanticismi

AspettoVantaggiSvantaggi
SicurezzaGaranzia statale, rischio molto bassoNon è lo strumento per “fare il colpo”
RendimentoTassazione 12,5%, tassi spesso crescentiSul breve può essere basso
FlessibilitàRimborso anche prima della scadenzaSe esci presto, potresti perdere parte o tutti gli interessi

Come capire se fa per te (in 30 secondi)

I BFP hanno senso se vuoi:

  • mettere da parte una quota “tranquilla” del tuo risparmio
  • evitare oscillazioni di mercato
  • accettare che il rendimento migliore arrivi con la pazienza

Se invece stai cercando un 6-7% fisso immediato e garantito, la risposta onesta è: non è questo il terreno. La mossa più intelligente è usare il simulatore ufficiale e confrontare anche alternative come titoli di Stato, così scegli con numeri verificabili, non con l’hype.

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